Summer Jamboree #16

tessmatozza_summerjamboree

Figlia della generazione dalle infinite risorse tecnologiche non posso dire di non essere tremendamente affezionata al mio Iphone 5c (e alle sue cover che colleziono come fossero francobolli); al mio portatile a cui non posso rinunciare perché sì, anche io, mi cibo di serie tv; e poi la velocità che non ci fa sopportare più le attese può essere fronteggiata solo grazie a questi strumenti dai mille mila microchip.
Ma nonostante tutta questa dipendenza che mi fa chiedere come potessero vivere i miei nonni, bisnonni e trisavoli fino alla fine dell’albero genealogico, io i tempi andati, quelli che non ho mai vissuto, quelli che respiro nei vecchi negozi di modernariato tra la polvere e i carillon, quelli che rivedo nei film in bianco e nero su Rai 3; io quei tempi li porto dentro più di ogni altro dispositivo elettronico.
E allora ho fatto le valigie con dentro un paio di foulard da arrotolare in testa, la mia fedelissima gonna ruota e una piccola clutch bianca ereditata direttamente da un defunto familiare nato nei primi del 900, e sono partita per Senigallia, destinazione: Summer Jamboree.
Il più grande festival italiano dell’America anni 40 e 50.
Varcate le porte della stazione ho abbandonato il mio spazio temporale in cui ho vissuto per più di 20 anni e mi sono immersa fino all’ultimo ciuffo di frangetta nell’epoca dei più autentici chiodi di pelle nera, capelli impomatati, oxford dai tacchi consunti per lo swing e il boogie woogie, tatuaggi old school e occhiali da gattina.
Un pò rimanevo a bocca aperta, un pò mi sentivo completamente a mio agio come se stessi rivivendo gli anni in cui ero nata, un pò volevo  sentire i discorsi che facevano i soggetti più interessanti per immedesimarmi con ogni singola fibra del mio corpo in quel mondo.
Ho visto costumi interi a donne e uomini, lunghe e larghe camicie hawaiane, Cadillac dalle pinne argento e fiammanti Cinquecento Abarth. Mi sono sentita contemporaneamente in una commedia che racconta la classica estate italiana e in un film holliwoodiano.
Ho mangiato cibo americano e comprato vecchie confezioni di Leocrema da 200 lire.
E mi sono innamorata ancora di più di quei vecchi tempi che amano raccontare i nostri anziani parenti, con tutto quello che si portano dietro: lettere d’amore scritte a mano, il vestito della domenica, le collane di perle e la buona musica blues.
Questo è stato il più bel viaggio che ho fatto finora, non nello spazio ma nel tempo!

This is the Hottest Rockin’ Holiday on Earth.

TM

tessmatozza_summerjamboree

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