Il mio pigiama di seta.

tessmatozza_pigiama

E’ grosso e caldo per quelle giornate dove i vetri sono sporchi di pioggia e la casa profuma di tè verde;
E’ di seta per quando arriva la primavera con il sole alle 6 del mattino e basta coprirsi solo con il lenzuolo la notte;
E’ nero con i ricami in pizzo quando vogliamo essere sensuali e fingere di cambiarci in bagno per poi spuntare nella camera da letto con quello sguardo misto sexy e un pò Bridget Jones;
E’ una camicia di qualche taglia più grande, perché immaginiamo sempre, come fossimo in un film di avere un uomo alto e muscoloso che lascia i suoi vestiti sparsi a terra e noi la mattina con uno chignon malandato li raccogliamo prima di andare a girare sul fuoco due omelette;
Ed è semplicemente un pigiama, senza troppi giri di parole, ma che potremmo dirne di cose su questo indumento che vorremo tenere sempre addosso e che più teniamo e più non vogliamo lasciare, nè per la spesa, nè per il cinema, forse per il sushi. Ma anche in questo caso vorrei fingere di essere Miranda Hobbes con la sua cena a domicilio.
Ed è nei momenti come questi che la moda ci viene incontro, a noi donne, solo lei che da tempi non sospetti ci capisce.
Ed è la moda che come quest’estate ci ha fatto infilare un paio di slides ai piedi, argento o con la suola track, adesso ci concede elegantemente di uscire in pigiama, con i bottoncini in fila sul davanti e per chi proprio non vuole abbandonare neanche le pantofole ci sono sempre quelle di Gucci, marroni di pelle e tanto tanto morbide e con tanto tanto pelo.
Io amo starci dentro, nel pigiama. Voglio quello con il colletto tondo e i pantaloni morbidi. Con i profili blu e qualche fiore sparso qua e là. Con le tasche che devono rimanere rigorosamente vuote e l’elastico in vita. E per finire il taglio regular e sentire le gambe libere muoversi nella seta e i piedi in un paio di sneakers bianche e degli occhiali anch’essi bianchi e una Peeckaboo distrattamente aperta che si intravede la fodera interna a righe.
E per fortuna che Tommy Hilfiger li ha portati sulla passerella per il prossimo autunno/inverno e che Zara già li ha messi in fila nei suoi stand. E quelli di Gucci continuo a ritrovarli nei miei sogni. E ancora Alberta Ferretti con quei ricami e quel pizzo che fa signora bon ton a colazione in terrazza con tazze di porcellana inglese.
Lasciatemi nel mio pigiama, questa notte, quest’estate, ancora per un pò, ché il pigiama è il vestito che usiamo per andare a sognare.

TM

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