2016 è una carta bianca.

tessmatozza_annonuovo

Avevo deciso che il 31 Dicembre sarebbe stato l’ultimo giorno del quadratino di cioccolato dopo pranzo e poi mia madre è arrivata oggi con un croissant al pistacchio per colazione e tu che fai? Dici di no? E io invece dico di sì!
Dico di sì perchè non sono brava con i buoni propositi.
Scrivi liste lunghissime, fai mille promesse, il primo giorno conquisti qualcosa e ti complimenti da sola, ma poi niente, ne passano tre o quattro e il segnalibro resta sempre sempre a pagina 16, arriva il compleanno dell’amica e tocca a te preparare la torta e tra 100 grammi di zucchero e una frusta per mescolare affondi leggera il dito nella pana e ti lecchi la punta soddisfatta. E poi iniziano i saldi, e quindi rimandalo l’abbonamento in palestra e i risparmi usali per quelle scarpe di Marni che sono una vita che le aspetti.
Questo è quello che capita a me. Ogni anno nuovo, ogni prima settimana di Gennaio.
Si dice che le promesse devono essere mantenute, sempre. Ma poi alla fine come ogni cosa, si perdono nel giorno in cui pensi che non ti veda nessuno mentre sei a casa da sola e scivoli con un bicchiere di vino nella vasca piena di bolle, quando invece dovresti essere a prepare la cena ma questo silenzio con le luci delle finestre di fronte che si riflettono gialle e calde dentro il tuo bagno chi te lo ridà indietro? Per un uovo fritto c’è sempre tempo, tra una mezz’ora magari!
In fin dei conti imporsi le cose non ha mai funzionato. Sono lì che tornano in mente a ricordarti i tuoi doveri e non ti resta che girare gli occhi all’insù, alzarti dal divano e tornare ad essere fedele e diligente. Ma neanche così va bene perchè le cose riescono meglio quando si fanno con piacere.
E allora sapete come va a finire? Che io per quest0 2016 scelgo proprio questo, scelgo il piacere.
Scelgo di andare in libreria, senza fretta, e leggere la trama di tutti i romanzi di cui mi piace la copertina e poi magari non comprarne neanche uno. Scelgo di imparare a fare i biscotti morbidi alla cannella che ogni volta rischio sempre di rompermi un dente e a niente servono le lezione di Canavacciuolo. Scelgo di rompere il salvadanaio solo a fine mese per poi avere le braccia piene di buste in un pomeriggio che entri col sole ed esci col buio dopo aver accarezzato tutte le camicie dello stand e aver indossato tutte le scarpe blu elettrico o di vernice caramello. Scelgo di passare una sera intera in casa, con i calzettoni di lana, il giradischi e i vecchi ricordi nei cassetti. Scelgo di scendere per strada con la mia reflex e sedermi su una panchina finchè non sarò riuscita a bloccare l’ennessima macchina che sfreccia ed aver ottenuto il mio primo panning. Scelgo di smetterla con i pigiami in pile e comprare camicia e pantaloni in seta azzurra, con il taschino e i contorni bianchi. Scelgo di continuare a visitare tutti gli angoli della mia terra, anche quelli più nascosti, perchè il blu delle finestre, il bianco dei tetti, le sedie di legno avanti la porta, l’odore di fritto e il dialetto nelle strade non mi stancheranno mai. Ma scelgo anche il mappamondo che ho visto nel negozio di arredamento dietro casa per segnare con le punes tutto quello che ho visto e tutto quello che voglio ancora vedere che per ora ha il sapore del sushi e il colore dei ciliegi. Scelgo il profumo che ti resta addosso dopo una giornata intera e sarà quello in cui tutti mi sapranno riconoscere. Scelgo le abitudini, quelle da cui scappi e torni come un boomerang e che cerchi in quel sabato pomeriggio da scegliere un film su sky da vedere sul divano e la sera ordinare la solita pizza col tonno. Scelgo tutte queste belle cose, che sono mattoncini di felicità, perchè l’unico buon proposito che voglio farmi è una parentesi tonda sempre all’insù che se la ride, comunque vada.

TM

tessmatozza_annonuovo

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