Aprile è tornato.

Aprile è tornato e con lui anche io. È tornato l’ibisco rosa sul balcone della signora di fronte. È tornato il cambio dell’ora e chi come me continua ancora a confondere le 7 di sera con le 4 del pomeriggio. Aprile è tornato e con lui anche io. Sono tornata a fare la strada più lunga per passeggiare sul mare, senza musica  nelle orecchie e con l’odore pungente di alghe che pizzica il naso. Sono tornati i vestiti a fiori e qualcuno con le palme, verdi, e io l’ho scelto per abbinarlo ad una piccola borsa giallo limone. Sono tornati i Thegiornalisti senza cuori senza muscoli e dolori. È tornato il giorno del mio compleanno e un anno si aggiunge e uno si toglie quando desidero ancora ricevere come regalo un palloncino rosso legato al polso.  Sono tornate le scarpe basse e i piedi nudi in un paio di pantofole ricamate. Perché, in verità, è tornato anche Gucci, senza peli ma pieno di fiori. Sono tornati i centrifugati di frutta con il sedano e le fragole. Sono quasi tornati David Lynch, Mark Frost e Twin Peaks con una dannata tazza di caffè nero bollente. Sono tornate le calze a rete e le minigonne, ma non è tornata Britney. Sono tornati i fiocchi che penzolano dalle mie nuove decolletè alla parigina. Sono tornate le sciarpe colorate e sono tornati i quadretti rossi, azzurri, verdi e neri. Sono tornate anche le balze per sculettare meglio. È tornato il gelato che ha ripreso il posto della cioccolata. Sono tornata io che abbraccio la mia tastiera.
Aprile è tornato e con lui anche io. Perché ad Aprile nasco e rinasco come succede ai fiori di pesco, finché stagione non ci separi.

TM

aprile


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